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Estetica e arte matriarcali
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Heide Goettner-Abendroth: "Nove tesi sull’estetica matriarcale

Tempel in Gestalt der Göttin, Malta, Mnajdra, 3500 vor u. Z.
Tempel in Gestalt der Göttin, Malta, Mnajdra, 3500 vor u. Z.
Malerei im Thronsaal von Knossos, Kreta
Malerei im Thronsaal von Knossos, Kreta
Das Labyrinth, Tanzplatz der Musen, griech. Münze
Das Labyrinth, Tanzplatz der Musen, griech. Münze
Frauen bei einem Kulttanz, Goldring aus Kreta, 1550 vor u. Z.
Frauen bei einem Kulttanz, Goldring aus Kreta, 1550 vor u. Z.
Tanzende Mänade, bemalte griech. Schale
Tanzende Mänade, bemalte griech. Schale

Prima tesi

L’arte matriarcale è collocata oltre il principio di finzione che proclama l’arte come “bella apparenza” e le nega ogni legame con la vita. Oltre il principio di finzione, l’arte è magia.

L’arte magica modifica la realtà abilitando l’uomo a sintonizzarsi attraverso le sue forme espressive con i grandi cicli terrestri e cosmici.

 

Seconda tesi

L’arte matriarcale possiede un disegno fisso prestabilito: lo svolgimento delle stagioni nel cielo e sulla terra che venivano celebrate come grandi rappresentazioni di culto nel corso dell’anno, e che si rispecchiano nelle mitologie matriarcali tramandate.

In questo senso, l’arte matriarcale non è di carattere oggettistico ma rappresenta un processo al quale tutti partecipano.

 

Terza tesi

Siccome l’arte matriarcale non ha un carattere oggettistico, non conosce la distinzione tra i generi artistici. La festa sacrale è musica, canto, poesia, danza, ornamentistica, rappresentazione iconografica, commedia e tragedia allo stesso tempo, e tutto serve per invocare, venerare e celebrare la Dea omnicomprensiva nelle sue varie rappresentazioni.

 

Quarta tesi

L’arte matriarcale annulla la separazione della dimensione estetica che nelle società patriarcali è divisa in un’arte formalistica, elitaria e senza funzione sociale, e in un’arte popolaresca, diffusa e disprezzata a livello della società.

L’annullamento di questa divisione restituirebbe all’arte il completo carattere pubblico che le appartiene e si dimostrerebbe come una pratica simbolica diversa, in grado di risuscitare cambiamenti sociali che porterebbero all’estetizzazione dell’intera società.

 

Quinta tesi

In questo senso, l’arte matriarcale non è una particolare capacità tecnica ma la capacità di creare, promuovere, onorare e trasformare la vita.

Ed è per questo che l’esercizio dell’arte matriarcale in ogni patriarcato significa una forza d’opposizione con la possibilità di un cambiamento tenue e rivoluzionario.

 

E altre tesi.

 

 

Letture di approfondimento:

 

Heide Göttner-Abendroth:

Die tanzende Göttin. Prinzipien einer matriarchalen Ästhetik

Verlag Frauenoffensive, München 2001 (6. Auflage)