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Perché il termine matriarcato?
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Altsteinzeitliche Höhlenzeichnung in Asturien, Spanien
Altsteinzeitliche Höhlenzeichnung in Asturien, Spanien
Muttergöttin von Syrakus, 6. Jh vor u. Z.
Muttergöttin von Syrakus, 6. Jh vor u. Z.
Mutter Erde, Kapitell von Maria Laach, 12. Jh. nach u. Z.
Mutter Erde, Kaptell von Maria Laach, 12. Jh. nach u. Z.
Magna Mater, nach einem römischen Vorbild gestaltet von Lydia Ruyle, Gegenwart
Magna Mater, nach einem römischen Vorbild gestaltet von Lydia Ruyle, Gegenwart

Il termine “matriarcato” viene inteso nei Moderni Studi Matriarcali come una struttura sociale con regole proprie e non come la semplice inversione della forma sociale del patriarcato. La confusione terminologica deriva in parte dall’uso problematico del termine “ginecocrazia” (predominio delle donne) da parte di J. J. Bachofen (1861) che per sbaglio è stato messo sullo stesso piano del termine “matriarcato”. Il “dominio delle donne”, nel senso patriarcale del potere, non è mai esistito. I matriarcati, invece, sono esistiti spesso e numerosi in forme diverse e per lunghi periodi della storia della cultura umana ed esistono tuttora.

 

Non tutti i ricercatori, donne e uomini, che si occupano dei Moderni Studi Matriarcali chiamano questa forma sociale con lo stesso nome: si parla di società “matrifocale”, “matristica”, “matricentristica” o “gilanica”. Accordano però sul fatto che si tratta di una forma sociale priva di schemi di dominio patriarcali e con un alto livello di parità o equilibrio.

 

Tuttavia ci sono tanti motivi per usare il termine “matriarcato” che nel frattempo è stato accolto da ricercatrici e ricercatori anche d’origine indigena provenienti da tali società:

  1. Il termine “matriarcato” è largamente conosciuto ed è diventato un termine popolare.

  2. Le ridefinizioni filosofiche e scientifiche si riferiscono per lo più a parole molto conosciute e ne ridefiniscono il senso. In seguito gli studiosi possono utilizzarle senza che esse perdano il contatto con il linguaggio comune. In questo processo, il termine spesso rimanda ad un nuovo significato, più chiaro e più esteso anche nel linguaggio popolare, influenzato dall’attività di ridefinizione degli studiosi. Nel caso del termine “matriarcato”, questa ridefinizione sarebbe di grande vantaggio, soprattutto per le donne per le quali rivendicare questo termine significa rivendicare il sapere riguardo culture che sono state create da donne.

  3. Non è sempre di aiuto creare nuovi termini scientifici perché essi sono artificiali e non hanno connessioni con il linguaggio popolare. Spesso sono troppo deboli o troppo stretti. Si rischia di dare in qualche modo una visione riduttiva di queste società, sia per i ricercatori che per i critici, una visione che non tiene conto dell’intricata rete di relazioni e del complesso intreccio sociale che caratterizzano queste culture.

  4. Non vi è obbligo a seguire la nozione corrente e polarizzata del termine “matriarcato” che significa “dominio delle madri/donne”. La sola ragione per cui lo si può intendere in questo modo, è perché suona parallelo a “patriarcato”. Il termine greco “arché” ha invece un doppio significato. Vuol dire sia “inizio” che “dominio”, perciò possiamo con cognizione tradurre “matriarcato” con “iniziare dalle madri”. Per quanto riguarda il paradigma della forma sociale patriarcale si può invece tradurre il termine “patriarcato” correttamente con “dominio dei padri/uomini”.

  5. Usare il termine “matriarcato” nei suoi significati ridefiniti e chiariti, come fanno già tanti ricercatori, ha anche rilevanza politica. Lo hanno accolto consapevolmente perché sono convinti che i valori matriarcali dimostrino come la vita sociale può essere organizzata in base ai bisogni, senza ricorso alla violenza e in maniera pacifica, vale a dire umanamente. La rilevanza politica si perde usando altri termini, mentre porta immediatamente alla politica matriarcale quando il termine viene accolto consapevolmente.